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Quando lo spazio diventa alleato. Come si svolge una consulenza di Design Coaching

Aggiornamento: 3 lug 2025

Spesso pensiamo agli ambienti in termini pratici: quanti metri quadri, quante stanze, quali colori. Ma c'è una dimensione più profonda che raramente viene esplorata: quella che lega lo spazio alla persona, al suo vissuto, ai suoi obiettivi.

Il design coaching nasce proprio qui: nel punto di incontro tra funzionalità, identità e aspirazione. Non è solo progettazione d’interni. È un percorso che coinvolge la persona nella ridefinizione del proprio modo di abitare e, in modo sottile ma potente, anche del proprio modo di essere.


design coaching con Giusy Tanci ripensare agli spazi in chiave evolutiva

Una sessione di design coaching non comincia con planimetrie o campionari, ma con un dialogo. Si parla degli ambienti che si vivono ogni giorno, anche quelli curati, funzionali, magari già arredati con gusto. Ma qualcosa non torna.

Il soggiorno che non accoglie come si dovrebbe, la cucina che funziona ma non coinvolge, il bagno che non invita alla cura, la camera che non facilita il riposo notturno.



Non si tratta di ciò che manca ma di ciò che non vibra più in sintonia con chi sei oggi.

E' da qui che inizia il mio lavoro: riconoscere il divario tra lo spazio vissuto, come la persona si sente al suo interno e ciò che invece desidera poter raggiungere come risultati di vita. Solo dopo aver ascoltato la persona, compreso i suoi bisogni e le sue emozioni quotidiane, passo a esaminare gli spazi. Entro nel loro ritmo, ne osservo le dinamiche: come si muove la luce durante la giornata, dove si concentrano gli ingombri, quali sono le zone di attrito e dove invece la casa respira.


Inizio a leggere lo spazio come una mappa emotiva. Non è una questione di arredi, ma di energia: ci sono angoli che trattengono, percorsi che non scorrono, punti ciechi che generano disorientamento. Ma allo stesso tempo, ci possono essere potenzialità inespresse, dettagli dimenticati, aree che aspettano solo di essere attivate.




Il mio compito è restituire alla persona un ambiente che non solo le somigli ma che la sostenga. Uno spazio che l’aiuti a sentirsi centrata, riconosciuta, in equilibrio. Perché sentirsi a casa non è scontato: è il risultato di un allineamento profondo tra chi siamo e ciò che ci circonda. E quando questo accade, anche la vita quotidiana cambia tono.


Poi il progetto prende forma

Si passa dalla fase di racconto alla prima domanda: “Come vorresti sentirti in questo spazio? ”Non è una domanda banale. È il punto in cui emerge la direzione. Si parla di leggerezza, di ordine mentale, di calore. Di desideri che spesso erano rimasti chiusi in un cassetto: magari arriva come risposta un vorrei ricevere amici con più piacere, avere uno spazio tutto per me, rendere ogni movimento più fluido, più bello, più ricco di emozioni.

Quello è il momento in cui nasce il progetto. Un progetto che non parte da stili o cataloghi ma dalla persona ed i suoi spazi.



A questo punto, i tasselli iniziano ad allinearsi: esigenze, sensazioni e obiettivi si connettono con coerenza ed inizio a tracciare le fondamenta del progetto, ispirandomi alle caratteristiche di:

I materiali che hanno la capacità di restituire sensazioni coerenti con ciò che si cerca: Il legno per radicarsi, ceramica per alleggerirsi, tinte neutre per ritrovare equilibrio. La pietra naturale per conferire stabilità e senso di permanenza. Il vetro per aprirsi alla luce e stimolare chiarezza mentale. Il metallo per definire, dare ritmo e carattere agli spazi. Ogni materiale, se scelto con consapevolezza, diventa parte attiva del nostro benessere, contribuendo in silenzio a modellare l’energia che ci sostiene;
I colori che sostengono l’umore: l color tortora, con la sua natura neutra e calda, trasmette equilibrio e rassicurazione, i tocchi di rosso che se dosati con sensibilità, introducono energia, attivazione e vitalità, il grigio che trasmette ordine mentale e compostezza, favorisce la concentrazione e riduce la stimolazione eccessiva;
La luce naturale per attivarsi al mattino, luce calda per rallentare la sera. Un equilibrio sottile che accompagna i ritmi del corpo e della mente.


Come si svolge la consulenza di design coaching


Tutto comincia da una conversazione (45 minuti).

Ti acorgerai che non si parte da un catalogo di arredi ma da chi sei, da come vivi i tuoi spazi, da cosa oggi ti appesantisce o ti limita e da dove desideri arrivare.

Il design coaching è un momento di ascolto attivo, in cui emergono esigenze, abitudini, emozioni e obiettivi. Si analizzano insieme le stanze che non rispecchiano più chi le abita, si mettono a fuoco i cambiamenti desiderati e si iniziano a delineare nuove possibilità.


Solo dopo questo confronto si passa alla lettura concreta della planimetria di casa: si valutano gli ingombri reali, le proporzioni, la palette cromatica, i materiali ed i tessuti che potrebbero risultare più adatti a sostenere quel benessere quotidiano che stai cercando.

È proprio da queste osservazioni che inizio a disegnare il progetto: un percorso costruito su misura, dove ogni scelta ha un senso, una direzione, uno scopo.


Non dimenticare che abitare meglio è sinonimo di vivere meglio!

Ogni spazio, se progettato con consapevolezza, può diventare un alleato silenzioso della tua evoluzione.

Giusy Tanci

 
 
 

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Ogni progetto nasce dall’ascolto e prende forma intorno alle reali esigenze della persona o dei titolari dell'azienda.

Offro un servizio di progettazione che accompagna il cliente in ogni fase: dall’idea iniziale, sviluppata attraverso viste 3D e render realistici, affiancamento nelle scelte dei materiali ed arredi, fino alla gestione operativa del cantiere e la realizzazione completa dell’opera.

Grazie alla rete di professionisti coordinati da Mai Più Case a Caso, garantiamo un servizio distintivo, funzionale e senza pensieri per il cliente, con la sicurezza di risultati concreti .

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